Cosimo De Giorgi
Appunti, osservazioni e un'ombra: la specchia sulla collina che nessuno ritrova.
Dettagli
Cosimo De Giorgi è una figura fondamentale per l’Archivio di Project Salento: medico, studioso e osservatore instancabile del territorio. Nei suoi appunti, il Salento non è mai solo geografia: è traccia, memoria, presenza.
Il suo modo di scrivere è asciutto, spesso tecnico, ma attraversato da un’attenzione quasi ossessiva per i dettagli: nomi locali, distanze, direzioni, pietre, suoni, silenzi. Quando De Giorgi annota qualcosa, lo fa come se temesse che il luogo potesse sparire da un momento all’altro.
Il taccuino
Nell’Archivio circolano frammenti attribuiti ai suoi quaderni: pagine consumate, inchiostro sbiadito, note a margine. Molte frasi sono chiarissime, altre sembrano appunti presi in fretta, come se qualcosa avesse interrotto la scrittura.
È proprio grazie a queste annotazioni che emergono riferimenti a Castelforte e ai suoi dintorni, con osservazioni su reperti e strutture di pietra difficili da collocare in un’unica epoca.
Ruolo nella lore
In Project Salento, De Giorgi rappresenta l’idea che la realtà del territorio abbia livelli sovrapposti: quello storico, quello popolare e quello “non detto”. Le sue note non spiegano tutto, ma fanno una cosa più potente: indicano.
Alcune sue descrizioni sembrano parlare di ciò che esisteva e che oggi non si trova più. Non è chiaro se si tratti di errori, di leggende trascritte, o di qualcosa che è stato coperto, riassorbito, o volutamente dimenticato.
«Un luogo può essere mappato. Ma non sempre può essere trovato.»